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Simvastatina – controllo del colesterolo

Sulla lista dei farmaci essenziali secondo l’OMS: SÌ

Nomi alternativi: Zocor

 

La simvastatina è utilizzata per abbassare il colesterolo e i trigliceridi (tipologie di grassi) nel sangue. La sostanza fa parte di un gruppo di farmaci chiamati inibitori dell’enzima HMG-CoA reduttasi, o “statine”. Tutte le statine agiscono inibendo il 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A (HMG-CoA). La HMG-CoA reduttasi rappresenta la tappa limitante della via metabolica responsabile della produzione endogena del colesterolo.

 

La simvastatina è stata scoperta e sviluppata dalla Merck. Deriva da un prodotto della fermentazione di Aspergillus terreus. È stata il primo farmaco della classe delle statine a mostrare di poter ridurre i disturbi cardiovascolari e la mortalità. Le simvastatina si trova nella lista dei farmaci essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica le più importanti medicine necessarie in un sistema sanitario di base.

 

Il farmaco riduce i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL, low-density lipoprotein, cioè lipoproteina a bassa densità) e di trigliceridi nel sangue, aumentando i livelli di colesterolo “buono” (HDL, high-density lipoprotein, cioè lipoproteina ad alta densità). In questo modo la simvastatina riduce il rischio di ictus, di infarto cardiaco e di altre complicazioni cardiache nelle persone che soffrono di diabete, di disturbi cardiaci coronarici o di altri fattori di rischio legati al colesterolo. Per questi motivi, è utilizzata come farmaco per trattare queste condizioni. 

 

Nello Scandinavian Simvastatin Survival Study (cioè Studio Scandinavo di Sopravvivenza sulla Simvastatina, uno studio clinico randomizzato, controllato con placebo e durato 5 anni), la simvastatina ha ridotto la mortalità generale del 30% nelle persone che mostravano disturbi cardiovascolari pre-esistenti e alti livelli di colesterolo LDL, e ha ridotto la mortalità dovuta a cause cardiovascolari del 42%. Il farmaco ha anche ridotto il rischio di infarto cardiaco del 37%, di ictus del 28% e la necessità di procedure di rivascolarizzazione coronarica del 37%.

 

La ricerca Heart Protection Study (cioè Studio sulla Protezione del Cuore) ha valutato gli effetti della simvastatina nelle persone con fattori di rischio, tra cui disturbi cardiovascolari pre-esistenti, diabete, o ictus, ma con livelli relativamente bassi di colesterolo LDL. In questo studio, che è durato 5,4 anni, la mortalità generale è stata ridotta del 13% e la mortalità legata a cause cardiovascolari è scesa del 18%. Le persone che hanno assunto il farmaco hanno subito il 38% in meno di infarti cardiaci non fatali e il 25% in meno di ictus.

 

 

 

Rapporti tossicologici:

http://www.fda.gov/ohrms/dockets/ac/03/briefing/3968B1_02_F-FDA-PharmTox%20Review.doc

http://tpx.sagepub.com/content/32/2_suppl/26.full.pdf

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2679082


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