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Il mostro di Gila

Il mostro di Gila (Heloderma suspectum) è una grossa lucertola che si può trovare nel Sud-Ovest degli Stati Uniti e in Messico, e come suggerisce il nome stesso ha la fama di essere feroce. Secondo una leggenda dei Nativi Americani, i mostri di Gila possono sputare il loro veleno e uccidere una persona solo con il loro respiro. Ma sebbene non si possano considerare le lucertole più tenere in circolazione, in realtà non possono sputare veleno e il loro alito non è così terribile. Tuttavia, iniettano veleno quando con il loro morso, restando a lungo attaccate alla preda con i denti. Il loro veleno non è fatale, ma di certo nemmeno piacevole; è possibile che la loro cattiva fama dipenda dalla tenacia con cui mordono le prede. 

 

 

Exenatide

Dalla saliva velenosa del mostro di Gila sono stati isolati più di 12 peptidi tossici, tra cui l’exindin-4. La versione sintetizzata dell’ormone, l’exenatide, imita l’azione dei nostri ormoni naturali che stimolano il rilascio di insulina all’aumento della concentrazione di zucchero nel sangue. La proteina della lucertola è uguale per il 50% all’ormone rilasciato dal tratto digestivo umano che facilita la regolazione dell’insulina e del glucagone e rimane efficace più a lungo della versione umana. Nel 2005, il farmaco è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per trattare il diabete di tipo 2; la sostanza mantiene costanti i livelli di glucosio e facilita una perdita di peso progressiva. Alcuni studi stanno investigando il suo possibile uso come trattamento per l’obesità, anche nei bambini, perché aiuta a ridurre l’appetivo e aumenta la sensazione di sazietà.

 

Gilatide

La saliva del mostro di Gila contiene anche una sostanza chimica che ha un effetto sulla memoria. Diverse aziende hanno studiato la capacità di questa sostanza di aiutare le perdite di memoria dovute a vari disturbi, come l’Alzheimer, la schizofrenia e il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività. La molecola gilatide, che deriva dall’exendin-4, ha dimostrato di poter migliorare la memoria in modo significativo in uno studio condotto sui topi. È probabile che saranno portati avanti altri studi su questa sostanza, che potrebbe aiutare i pazienti affetti da Alzheimer.


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