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Sviluppo di vaccino per la poliomielite

Benchè si fosse a lungo sospettato che la poliomielite, comunemente detta polio, fosse una malattia infettiva, la prova definitiva arrivò nel 1908, quando il Dott Karl Landsteiner e il Dott Erwin PopperANCHOR riuscirono ad indurre la poliomieleite nelle scimmie iniettando loro degli estratti di midollo spinale prelavati da un ragazzo morto di poliomielite. La malattia potè quindi essere trasmessa da scimmia a scimmia, offrendo un inestimabile modello della malattia. Infine, fu possibile trasferire un ceppo del virus nel ratto e nel topo, che potevano essere usati in sufficienti quantità per stabilire l'esistenza e virulenza del virus della poliomielite.

Sviluppo del vaccino per la poliomielite

Il dottor John Enders e i suoi colleghiANCHOR nel 1940 dimostrarono che il virus della polio poteva essere ottenuto dal tessuto umano, e questa conquista fu subito premiata con il Premio Nobel Prize nel 1954. Fino agli anni ’40, le dimensioni troppo piccole del virus rappresentavano un problema per le tecniche a disposizione esistenti e nessuna di esse permetteva di osservarlo, c’era solo un modo che permetteva a Enders di controllare; di fatto egli estrasse il virus dal tessuto del cervello di topo e lo coltivò in coltura. Quindi iniettò il liquido di coltura in topi e scimmie ed esso causando negli animali la paralisi tipica della polio.

Quasi 40 anni di ricerca con l'impiego di scimmie, ratti e topi portarono direttamente all'introduzione dei vaccini per il virus polio Salk e Sabin negli anni '50. Nel suo articolo del 1956 apparso nella rivista americana 'Journal of the American Medical Association', il Professor Albert Sabin affermava:ANCHOR

"finora sono stati utilizzate all'incirca 9.000 scimmie, 150 scimpanzè e 133 soggetti volontari negli studi quantitativi delle varie caratteristiche di diversi ceppi del poliovirus. [Questi studi] furono necessari per la risoluzione di molti problemi prima che un vaccino orale contro la poliomielite potè diventare realtà."

Verso una totale eliminazione della poliomielite

La poliomielite oggi è quasi sconosciuta negli Stati Uniti e in Europa. L'Organizzazione mondiale della sanità nel 1998 avviò un programma di vaccinazione in tutto il mondo finalizzato a debellare totalmente la malattia. L'UNICEF nel 1991 ha calcolato che questo programma ha già svolto una prevenzione per oltre 2 milioni di casi di poliomielite.ANCHOR

Nel 2002 il numero dei casi è sceso registrando solo 480 casi l'anno, rispetto ai 350.000 che si contavano all'avvio del programma di vaccinazione nel 1988. L'OMS dichiara che l'eliminazione della malattia e la terminazione della vaccinazione, che auspica di poter realizzare entro la fine del 2000, consentiranno di risparmiare in tutto il mondo 1,5 miliardi di dollari l'anno.ANCHOR


References

  1. Landsteiner K & Popper E (1908) Wien klin Wschr 21, 1830
  2. Enders J, Weller T & Robbins F (1949) Science 109, 85
  3. Sabin AB (1956) JAMA 162 , 1589
  4. The State of the World's Children, 1991, UNICEF, OUP
  5. Anon (2000) WHO pushes ahead with drive to eradicate polio Nature 403, 127

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